Come per tante persone, c’è
un bar nel quale vado più spesso. Vado a prendere il caffè, mi trovo con Nico
il fotografo o più raramente vado all’ora dell’aperitivo. C’è una parte del bancone sempre preparata
per questo, ci sono le arachidi salate, le olive, i pistacchi, le patatine e
una ciotola con una specie di peperonata messicana piccante, una sorta di salsa
da mangiare spalmandola sui triangoli di polenta fritta. Mia moglie ne è golosa
e non manca mai di servirsi, qualunque sia l’ora. Sicuramente è una salsa molto
saporita, commercializzata in grandi lattine da mezzo kg o da kg .
A Bologna, da tempo
immemorabile, si prepara una salsa concettualmente equivalente, ma molto più
sana; si usa come contorno per il lesso, per il polpettone, ma si potrebbe
tranquillamente utilizzare per l’happy hour. E’ il Friggione alla bolognese
Friggione alla bolognese,
ricetta per 8/10 persone (usato come contorno)
1 kg di cipolle dorate (ma si
può usare in alternativa la tropea o il porro o anche lo scalogno)
400 gr di pelati
10 gr di olio e.v.o.
(acronimo di olio extra vergine di olive)
concentrato di pomodoro q.b.
(acronimo di quanto basta)
sale q.b.
pepe bianco q.b.
Se uno possiede
un’affettatrice dopo aver pulito le cipolle , le può affettare ad anelli
regolari di spessore, altrimenti si arrangia col coltello. Mi piace usare il
coltello di ceramica perché evita l’ossidazione delle verdure, ma va bene anche
un trinciante.
Con le mani si separano gli
anelli, lavoro più noioso con i porri perché gli anelli sono più compatti. Noioso ancor di più con lo scalogno perché è piccino
e arrivare a prepararne un kg è lunga.
Si mettono gli anelli di
cipolla in una casseruola capiente e si fanno sudare senza mettere olio,
soltanto quando gli anelli cominciano ad appassire si aggiunge per primo l’olio
poi i pelati passati, poi il sale e il pepe e uno schizzo di concentrato di
pomodoro. Si lascia sobbollire a fuoco basso per un’ora e mezza. Io preferisco
coprire la casseruola, se non si usa il coperchio ogni tanto è meglio aggiungere
un po’ d’acqua. Dopo un’ora e mezza si assaggia e, se necessario, si corregge di
sale; se non piace la consistenza si continua a cuocere fino a raggiungere
quella desiderata. Se si usa il friggione come contorno lo si conserva al caldo
in una pirofila - in forno a 60 gradi, a questa temperatura la cottura non
procede.
Considerazioni
La cipolla, il porro e lo
scalogno si comportano diversamente alla cottura. Il porro, che ha un sapore
meno intenso bisogna cuocerlo per più tempo. Sempre il porro ha più scarto,
quindi bisogna comprarne 1,4 Kg. Io lo taglio fino a raggiungere la parte più
scura, che comunque non butto, ma, uso tritato fine, a dadini di 2 mm di lato
(brunoise) da mettere nell’insalata mista, dà profumo e sapore.
La salsa finale sarà più o
meno dolce, dipende non solo dalla cottura ma, anche dall’ingrediente usato. Si
può virare anche sul piccante aggiungendo polvere di peperoncino.
E’ leggero o pesante
Per me è una preparazione
leggera, basta pensare che, esagerando usiamo 10 gr d’olio per 1,4 di prodotto
(cipolle e pelati). La cipolla è stufata a lungo, di solito risulta indigesta a
crudo.
Si conserva in frigo per
diversi giorni in una pirofila ben sigillata da pellicola trasparente, si può
riscaldare al forno a microonde e, prima di servirlo, lucidarlo con un filo
d’olio crudo.
Ps. Questa volta ho provato a
usare i porri e a cottura conclusa abbiamo spalmato il friggione su alcuni
crostini per un assaggio è ancora una volta qualcuno ha fatto sparire i
crostini preparati, un’oscura presenza turba le mie giornate ai fornelli.


ma l'alieno chi è?
RispondiEliminaA proposito di cipolle, porri e scalogni, questi ortaggi della famiglia delle liliacee sono molto ricchi di un composto, l'allisolfuro, che ha proprietà benefiche per l'organismo poiché riduce il rischio di malattie cardiovascolari.
RispondiElimina.....mi hai fatto venire una gran fame..... Proverò questa ricetta al prossimo pranzo famigliare, brodo passatelli , lesso e friggione alla bolognese ❤
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