mercoledì 19 giugno 2013

Risotto con le quaglie e malvasia secca


Nei lontanissimi anni ottanta ero agente di commercio e mi recavo spesso a Parma e dintorni.  Ai piedi delle prime colline, in un piccolo boschetto vicino a Sala Baganza trovai una trattoria che serviva una serie di piatti a me sconosciuti. Un giorno, accanto al classico risotto alla parmigiana, il menù proponeva il risotto con le quaglie. Non avevo mai assaggiato un piatto così saporito, equilibrato e gustoso. Lo accompagnai con una bottiglia di malvasia secca che consigliò un pisolino all’ombra degli alberi.
Quando ho trovato nel supermercato sotto casa una confezione con quattro quaglie spennate ed eviscerate, ho provato a cucinare sull’onda del ricordo….Wild boys! Wild boys!

Risotto con le quaglie per 4 persone
400 gr di riso carnaroli o arborio
4 quaglie confezione da circa 700 gr (circa 170 gr l’una)
10/15 gr di olio e.v.o. (acronimo di olio extra vergine di olive)
80 gr di scalogno
15 cc di vino bianco
50/70 cc di brodo di quaglie
100 gr di sedano/carota/cipolla
4/5 foglie di salvia
timo o santoreggia q.b.
sale q.b.
pepe bianco q.b.

Cosa fare delle quaglie
La parte edibile delle quaglie è il 65%, ma, in questo caso ci interessa poco perché ho asportato i petti e li ho messi a marinare nel vino, aggiungendo delle foglioline di santoreggia. Le carcasse, invece, le ho usate per preparare un brodo con il quale tirare il risotto.

Brodo di quaglie
Ora in una casseruola metto le carcasse delle quattro quaglie, aggiungo un 1lt / 1 lt e ½  d’acqua e porto ad ebollizione, poi abbsso la fiamma e lasco sobbollire; come elementi aromatici metto 100 gr di mirepoix (sedano/carota/cipolla) o più semplicemente aggiungo un dado da brodo vegetale. Ho messo anche le foglie di salvia. Prima di usarlo per il risotto filtro il brodo.



Cottura dei petti di quaglie
Dopo la marinatura, circa 1 ora, passo i petti di quaglia nella farina, tolgo la farina in eccesso e li friggo in poco olio oppure posso usare anche il burro chiarificato. Una volta pronti li conservo in forno a 60°.
Il vino rimasto dopo la marinatura, lo verso nel fondo di cottura dei petti e lo uso per staccare eventuali residui. Inclino la padella appoggiando un bordo alla fiamma per bruciare l’alcool residuo e alla fine filtro la salsa che mantengo in caldo in forno assieme ai petti di quaglia.

Cottura del risotto
Sia per il riso, il farro e l’orzo decorticati, il procedimento è lo stesso. Si tosta il cereale in pochissimo olio, portando i chicchi ad alta temperatura; alcuni uniscono al riso un battuto di scalogno o di cipolla altri lo aggiungono successivamente alla tostatura, per non correre il rischio di bruciare lo scalogno o la cipolla. Non bisogna bruciare il cereale, quindi si mescola di continuo fino a che i chicchi diventano lucidi. La giusta tostatura può essere verificata appoggiando il dorso delle dita chiuse a pugno sulla superfice del cereale. Quando sarà ben caldo ve ne accorgerete!! In questo caso ho usato lo scalogno, finemente tritato.
Si aggiunge il vino e si aspetta che l’alcool evapori (‘sfumare’), quindi si aggiunge un po’ per volta il brodo di quaglie. Ci vogliono 20/22 minuti, di solito il tempo di cottura è riportato sulla confezione del cereale. Attenzione però perché il tempo di cottura è calcolato per immersione in acqua bollente, per il risotto bisogna calcolare qualche minuto in più.
Si lascia riposare per 5 minuti prima di servire.



Impiattamento
Taglio i petti a fettine e li metto sul piatto lasciandoli composti, servo il risotto a fianco e verso la salsa fra i petti di quaglia e il riso.

Considerazioni
Il piatto è appetitoso, ma la ricetta è da perfezionare. Non conoscevo le quaglie e devo dire che il brodo è gustoso, ma nel risotto forse aggiungerei qualcosa, una bustina di zafferano? Forse. 

martedì 11 giugno 2013

Don't wake the cheese cake!

“ Devo portare un dolce alla riunione delle ragazze della biodanza!“
“ E io che centro? Non sono una ragazza.  E non bio danzo”
“ E io non faccio la cuoca, quindi mi prepareresti un dolce per favore?”
“Che tipo di dolce?”

Cheese Cake
Fondo della torta
170 gr di biscotti secchi tipo “oswego”
100 gr di burro
35 gr di zucchero semolato
Ripieno
600 gr di crema di formaggio (450 gr di ricotta e 150 gr di philadelphia)
160 gr di zucchero
100 gr di uova (2 medio/piccole)
40 gr di tuorlo
100 gr di panna fresca
50 gr di farina
1 gr di vaniglia
1 gr di sale
Aggiunta
250 gr di frutti di bosco a piacere



Una volta preparati tutti gli ingredienti (mise en place) procedo preparando il fondo. Sbriciolo i biscotti nel cutter, unisco lo zucchero e impasto con il burro fuso. Imburro una tortiera e rivesto il fondo con il composto, distribuendolo uniformemente e all’altezza del bordo. In casa non ho l’abbattitore, quindi metto la tortiera in frigorifero per mezz’ora.
In una ciotola capiente sbatto la ricotta con il philadelphia formando la crema, poi aggiungo le uova, i tuorli, la panna, lo zucchero, il sale, la vaniglia e alla fine incorporo la farina usando la frusta elettrica.
Il composto deve risultare omogeneo e al tempo stesso denso e fluido.
Riempio la tortiera con la metà del composto e dispongo i frutti di bosco che poi ricopro con l’altra metà del composto. Cuocio in forno a 180°. Per controllare la cottura uso lo stuzzicadenti, lo inserisco nella torta e lo ritraggo se è asciutto la cottura è terminata.
A freddo ho decorato il bordo con la panna montata fresca.



Considerazioni
Come si può vedere ho usato le fruste elettriche, le stesse che uso per montare la panna, ma, per amalgamare vanno usate a bassa velocità.
Una piccola raccomandazione: perdere qualche minuto in più ma mescolare con calma, fino a ottenere a un composto il più omogeneo possibile.

Il cheese cake classico non prevede l’aggiunta dei frutti di bosco, nascondendoli all’interno dell’impasto diventano una gradevole sorpresa. Ho provato con le more, i mirtilli e i lamponi.

Ps. L’alieno si è presentato con grande aggressività artigliando il cheese cake con un gesto barbaro, sono stato costretto a preparare un altro dolce per le bio danzatrici che, come poi mi hanno raccontato,  hanno gradito non meno dell’alieno.