Sono uscito di casa convinto
di andare al mercato e invece Nico il fotografo mi ha portato a Venezia per un
servizio urgente e improvviso. Venezia mi
piace molto e ci vado sempre volentieri. Dobbiamo andare ai giardini, dopo San
Marco verso la Biennale e alla fine di Via Garibaldi, dove incomincia il rio,
c’è il solito bragozzo ormeggiato che vende frutta e verdura. Appoggiata su cassette di legno sulla
fondamenta ecco la bacinella nella quale sono immersi, in acqua acidulata, i
fondi dei carciofi. Si trovano di solito surgelati, ma, freschi li ho visti
solo a Venezia, li coltivano sull’isola di Sant’Erasmo. Di solito sono semplicemente
lessati e conditi con olio e sale, al massimo profumati con aglio e prezzemolo.
Una volta in cucina ho voluto provarli a modo mio, ma avevo bisogno del burro
chiarificato.
Fondi di carciofo fritti nel burro chiarificato x
quattro persone
8 fondi di carciofo (2 a
testa, grandi come un hamburger)
150 gr di burro chiarificato
1 uovo
pan grattato e/o farina
granulare di mais q.b.
sale q.b.
pepe bianco q.b.
prezzemolo q.b.
Contrariamente all’olio
d’oliva o a quello di semi, che sono grassi al 100%, il burro non è un grasso
puro, ma contiene una parte proteica, la caseina, una parte di zuccheri e una
percentuale variabile d’acqua. Con approssimazione: 84% di grassi, 14% d’acqua,
1% di proteine e 1% di zuccheri. Non essendo un grasso puro è consigliato l’utilizzo
a crudo perché molto meglio digeribile.
Per produrre il burro chiarificato togliamo l’acqua,
gli zuccheri e le proteine, in altre parole lo trasformiamo in un grasso puro,
che regge le alte temperature e si può conservare in frigo per mesi.
Si fa sciogliere il burro in
una bastardella messa a bagnomaria (l’acqua deve sobbollire), bisogna togliere
la schiuma che si forma in superficie, si lascia evaporare l’acqua (circa un’ora)
e a quel punto la caseina sarà concentrata sul fondo. Si versa il burro liquido
in un vasetto di vetro badando di separarlo dal fondo.
Considerazioni
Ho provato a chiarificare
diverse marche di burro e ogni tipo si comporta in modo diverso. Alcuni
producono molta schiuma in superficie, altri pochissima, la stessa cosa succede
per il fondo, infine anche il colore cambia moltissimo, da lieve a molto
intenso. Non bisogna stupirsi.
I fondi di carciofo
Sono conservati in acqua
acidula perché non si ossidino diventando scuri. Comunque si vogliano cucinare,
devono essere prima lessati perché sono piuttosto duri. Non ho mai usato quelli
surgelati, quindi non so dire che consistenza abbiano, una volta scongelati, ma
credo che sia opportuno lessarli comunque. Solitamente si usa uno stuzzicadenti per
controllare il giusto punto di lessatura di una verdura, se lo stuzzicadenti
non trova resistenza alla penetrazione la lessatura è perfetta. In questo caso
è meglio togliere i fondi di carciofo un po’ prima, dovendo poi passarli in
padella.
Una volta lessati si procede
ad impanarli immergendoli prima nell’uovo (sbattuto, salato e poco pepato), poi
nel pane grattugiato o nella farina granulare di mais o in un mix di pane
grattugiato e farina di mais.
Scaldiamo il burro
chiarificato in padella e quando è ben caldo, immergiamo i fondi di carciofo
friggendoli un paio di minuti per lato.
Una volta tolti i carciofi,
ho aggiunto al fondo un poco di succo di limone, ho mescolato e l’ho filtrato
con un colino. Ho versato sui carciofi la salsina cosi preparata.
Considerazioni
Penso che molte persone abbiano
demonizzato a torto il burro come alimento, perché è un grasso animale, perché
ha un alto contenuto di colesterolo. Per contro è anche ricco di acidi grassi
saturi a catena corta, quindi molto digeribile. Nella versione chiarificata è
usato, da secoli, in tutto il mondo arabo e medio orientale, conosciuto come
“ghee”. A mio parere i cibi fritti nel
burro chiarificato rimangono “morbidi” e mantengono il sapore proprio. I fondi
di carciofo hanno morbidezza, fragranza e sanno a pieno di carciofo.
Ps. L’alieno è impazzito
tanto ha apprezzato, che provenga da oriente?
Un alieno levantino?