Come tutti i venerdì mattina
io e Nico andiamo al mercatino dei produttori, così compriamo a chilometro zero
o almeno meno di 30.
Se trovassimo degli spinacini
potremmo preparare dei tortelloni ricotta e spinaci. Come si vede nel primo
pannello niente spinaci ma della bellissima bieta, che funziona bene lo stesso.
Tortelloni ricotta e spinaci per 10 persone
Sfoglia:
500 gr di farina di grano
duro “00”
5 uova
Ripieno:
500 gr di ricotta di mucca o (300
di ricotta di mucca e 200 di pecora)
150 gr di spinaci o bieta o
radicchio o (80 gr di prezzemolo o rucola)
1 uovo
80 gr di parmigiano reggiano
sale q.b.
noce moscata q.b.
Per la preparazione della
pasta all’uovo si procede disponendo la farina sul tagliere, si prepara al
centro la fontana o cratere nel quale si versano le uova in precedenza aperte e
mescolate per rompere i tuorli, mischiandoli con gli albumi. Il cratere deve
essere grande per riuscire ad amalgamare bene uova e farina senza perdita di
liquidi.
L’impasto deve risultare
elastico per poter modellare in seguito i tortelloni. Se l’impasto è troppo
duro conviene aiutarsi aggiungendo un po’ di acqua tiepida. E’ sufficiente bagnarsi
le mani e continuare a impastare fino a quando l’acqua non sarà del tutto
assorbita. Una volta pronta la avvolgiamo nella pellicola alimentare e la
lasciamo riposare per 20 minuti.
Per la preparazione del
ripieno occorre lessare gli spinaci, o nel nostro caso la bieta, asciugarli e
tritarli finemente. In una bacinella uniamo la ricotta, il parmigiano, le erbe,
l’uovo, il sale e la noce moscata. Personalmente, questa volta ho aggiunto
dieci o dodici noci polverizzate.
Stendo delle piccole porzioni
d’impasto usando la macchina tirapasta, in questo modo ottengo un velo di pasta
uniforme e sottile, poi riesco a preparare i tortelloni prima che la pasta si
secchi diventando non più modellabile. Riavvolgo la pasta rimasta nella
pellicola trasparente in modo che non si secchi e mantenga l’elasticità. Può
sembrare noioso, ma lavorando da soli è meglio preparare 20/25 tortelli per
volta. Nella pasta stesa taglio dei quadrati di circa 6/7 cm di lato al centro
dei quali dispongo il ripieno aiutandomi con una sac à poche monouso. Piego i
quadrati di pasta formando dei triangoli
chiusi attorno al ripieno, piego le due estremità del triangolo di pasta
e le chiudo ad anello attorno all’indice della mano sinistra. Dispongo i tortelli
su un vassoio di cartone cosparso di farina.
Posso congelarli e una volta congelati li posso stivare in sacchetti per
alimenti.
Considerazioni
Sono dell’idea che i tortelli
debbano essere conditi con un sugo leggero, in modo da gustare appieno il ripieno,
quindi burro e salvia o al massimo burro, pomodoro e salvia. (Che coltivo sul
terrazzo)
E’ fondamentale lavorare un
impasto sempre elastico e ben idratato, quindi consiglio di usarne poco per
volta, avvolgendo con cura il rimanente nella pellicola per alimenti; se l’ambiente
è molto caldo si può mettere in frigo la palla di pasta in attesa. Se la pasta
si seccasse, non si riuscirebbe a chiudere i tortelloni.
Per lavorare bene con la ‘sac
à poche’ non bisogna esagerare nel riempirla, appoggiarla nel palmo della mano
destra arrotolando l’estremità attorno al pollice. La mano sinistra la usiamo
per posizionare e orientare l’estremità aperta attraverso la quale esce il
ripieno.
P.s. L’alieno deve avermi
spiato durante tutta la lavorazione. Come sempre si è manifestato alla fine rubando
la sua porzione di tortelloni.



Il consumo delle noci, per molti, si associa ai periodi natalizi. È invece una sana abitudine consumarle con regolarità, ma in piccole quantità poiché sono altamente caloriche. Le noci, infatti rappresentano una delle maggiori fonti alimentari di acido alfa-linolenico (serie omega-3), perciò il consumo di 4-5 noci al giorno viene indicato nella prevenzione delle malattie cardiocircolatorie.
RispondiEliminaVisto che a casa non ho un posto adatto per usare il mattarello mi stai facendo voglia di comprare il tirapasta. Anche se fino ad oggi l'ho sempre aborrito
RispondiEliminail longosofista ebbe un sobbalzo. spinaci, bieta, erbette è una roba che usano dalla tuscia fino all'alta garfagnana, dove i longobardi si imbastardiscono con i liguri. nelle brume della bassa emiliana, e da lì fino ai confini con la romagna, nel ripieno dei tortelli la ricotta si marita solo e soltanto con il prezzemolo, e qualche contrada un po' più rustica osa appena l'odore dell'aglio. la rucola no, buona solo per le bordure delle rive dei fossi.
RispondiEliminaOh longosofista! perché vivere il tortello come una ricetta, come un piatto regionale?
Eliminapreferisco viverlo come una modalità e riempirlo ogni volta diversamente.
non sono un purista della lingua sono un neologista seicentouniano
estiquatzi!